Nel nome di Maria di Chiara Gambino

Nel nome di Maria di Chiara Gambino

10,00 

Prevendita online 10€
Contributo alla porta senza prevendita 10€

Ingresso con Tessera Arci.

La messa in scena di Nel nome di Maria è essenziale e simbolica: una panchina, un disegno luci geometrico e un uso evocativo del suono ricreano una Palermo degli anni ’80 sospesa nel tempo.
La drammaturgia intreccia due figure femminili, Maria e Margherita, collegate da un fatto di cronaca mafiosa e da un paesaggio emotivo comune fatto di lutto, memoria e rimozione.
La musica, rielaborata da Domenico Gargano a partire da Stella Stai, diventa il ponte temporale e affettivo tra le due protagoniste.
Il racconto si sposta dalla vittima all’eredità del trauma, interrogando l’indifferenza e le responsabilità di chi resta.
Con un ritmo tragicomico e diretto, lo spettacolo chiama il pubblico a confrontarsi con scelte, ambiguità e domande ancora aperte sul presente.

Descrizione

10 Febbraio ore 21.00

Prevendita online 10€
Contributo alla porta senza prevendita 10€

Ingresso con Tessera Arci.

 Scarica l’App Arci a questo link ➡️ https://tessera-arci.it/ e inizia la preiscrizione per la nuova tessera 2025/2026
❓ Guida per la compilazione ➡️ https://magazzinosulpo.com/tesseramento

Sinossi:
“Nel Nome di Maria” trae spunto e rielabora un fatto di cronaca mafiosa avvenuto a Palermo il 14 Novembre del 1982. Maria Lo Bello racconta in un flusso di coscienza verace e ironico, fragile e disincantato l’incontro e l’amore che la porta a “zitarsi”
– fidanzarsi – con Calogero Zucchetto (Lillo per gli amici) poliziotto della squadra Mobile della Questura di Palermo.
Una giovane donna seduta insieme al pubblico in teatro, pronta ad assistere la pièce, si trova catapultata nel mondo di Maria, nel suo tempo. Scopre e ricorda insieme a lei la vergogna di una Palermo martoriata dalla guerra mafiosa, ma anche la nascita di un amore pragmatico e incantato con cui poter progettare un futuro.
La colonna portante dello spettacolo è il concetto di Tempo-Spazio che si trasforma di continuo, portandoci avanti e indietro nella storia e nei luoghi in cui questa vicenda si è svolta: Maria attende irrequieta, concitata, comica e spaventata l’attesa di Lillo; anche la contemporanea affronta le smanie dell’attesa, indagando le differenze del suo tempo, analizzando se stessa nel confronto con Maria. A questa attesa partecipa anche il pubblico, coinvolto attivamente in uno scambio emotivo costante e sincero, ricco di domande e di confidenze rivelate, queste cercano di mettere la basi per riflettere su cosa voglia dire vivere- lì e allora, o qui ed adesso- in un luogo pregno di atteggiamento mafioso. I toni sono intrinseci di ironia che nei momenti più intimi lascia spazio a un profondo, buio rammarico. I personaggi vivono in uno spazio semivuoto, mutevole e multiforme che tende all’onirico. L’elemento sonoro appositamente composto da Domenico Gargano crea l’habitat volutamente rarefatto ricercato per la rappresentazione.